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    Formati in alta definizione: 1080i vs 1080p e perché un televisore HD Ready 1080p è inutile.

     

    Il massimo attuale dell’alta definizione è il formato 1080p, ovvero una definizione di 1080 linee orizzontali disegnate tutte in contemporanea sullo schermo. Questo formato spesso viene identificato anche come Full HD (da Sony) oppure True HD. Fino a poco tempo fa i televisori HD supportavano al massimo la visualizzazione 1080i, ovvero 1080 linee orizzontali interlacciate: il segnale disegna prima le linee orizzontali pari e poi le linee orizzontali dispari (o il contrario) ad intervalli di 1/30 di secondo. Gli schermi LCD e Plasma visualizzano nativamente soltanto immagini in modo progressivo (scansione progressiva) quindi il 1080i viene automaticamente convertito nel formato progressivo supportato dalla TV (720p ad esempio). La scansione interlacciata delle immagini è quella classica dei televisori a tubo catodico (CRT).

    La vera differenza tra il formato 1080i e il 1080p è nella quantità di dati trasmessi in ogni istante: il 1080i trasmette esattamente la metà dei dati del formato 1080p. Gli altri formati sono il 720p (le linee orizzontali scendono a 720 ma la scansione è progressiva), il 576p (il nostro PAL) e il 480p (l’NTSC nord-americano e giapponese). Qualcuno in rete che sostiene che la qualità del formato 1080i è inferiore al 720p perché la quantità di dati del formato interlacciato 1080i è 1080/2=540, inferiore alle 720 linee del formato progressivo 720p. Seguendo questo ragionamento il formato 1080i è perfino inferiore al 576p.

    Volete vedere la differenza tra 1080p e 720p? Fatevi un giretto sul sito Apple Quicktime Trailers e scaricate un trailer in alta definizione: i formati disponibili sono 480p, 720p e 1080p. Attenzione: quasi sicuramente il vostro monitor non supporterà il formato più grande, ma c’è da rifarsi gli occhi con tutti quei dettagli!

    Fatto sta che dopo averci propinato i televisori con il bollino HD Ready, adesso il “must” sono i televisori Full HD. Perché prima era tutto uno scherzo, ma adesso l’alta definizione è diventata matura, è roba seria. La verità è che al momento in Italia nessuna sorgente video è 1080p - Full HD - nativa. SKY HD ad esempio trasmette solamente nei formati 720p o 1080i.

    L’unica possibilità di vedere un filmato in 1080p sul vostro nuovo televisore è girarvi un video da soli oppure vedere un bel film in alta definizione da un disco Blu-Ray o HD-DVD: il 1080p infatti viene supportato soltanto da talune videocamere in alta definizione e dai lettori Blu-Ray e HD DVD di fascia alta. La PS3 supporta il formato 1080p, ma non so se i giochi verranno tutti sviluppati in quel formato o questo sarà riservato alla visione dei Blu-Ray.

    Allora: se comprate oggi un televisore, è giusto spendere (parecchi) soldi in più per un modello Full HD oppure è meglio accontentarsi di un semplice HD Ready?

    Se potete permettervelo prendete un Full HD ma fatelo tra qualche mese: prima o poi i Blu-Ray e gli HD-DVD arriveranno e 1080p è il massimo che potrete avere per questa prima generazione dell’alta definizione. Se avete già acquistato a natale un HD Ready che arriva soltanto fino a 720p avete sbagliato i tempi e ormai la frittata è fatta.

    Il mio consiglio è: aspettate i saldi e comprate un Full HD…


    Ma quale Blu-ray? 200 mila DVD, in un solo disco...

    Ecco il nuovo futuro del Supporti ottici...
    Roma - Altro che Blu-ray o HD-DVD, altro che 15 mila giri per aumentare il transfer rate: il professor Min Gu e il suo team del Centre for Micro-Photonics dell’Università di Swinburne vogliono inserire in un unico disco, di dimensioni identiche a quelli attuali, l’equivalente di 200 mila attuali DVD.

    Il Prof. Min GuPiù esattamente, lo scopo del loro progetto è di far entrare un Petabyte di dati su un singolo disco, 20 mila volte più di quanto oggi possa essere memorizzato su un Blu-ray. “L’idea è di incorporare nanostrutture per incrementare la capacità, senza necessariamente aumentarne le dimensioni” dice il Professor Gu, alla guida del progetto finanziato con 1 milione di dollari.

    Un CD - spiega a Science Alert James Chon, membro del team - ha uno spessore di 1,2 millimetri. Le informazioni sono memorizzate in uno strato spesso meno di un micron. Dunque, il99.9 per cento dello spessore è sprecato. Gli attuali DVD a doppia faccia già impiegano fino a 4 livelli, ma il team ha subito dimostrato che possono facilmente essere incrementati: i ricercatori ne hanno inseriti 52. “Si tratta solo di prove per dimostrare i principi”, dice il Professor Gu. “Se solo avessimo voluto, saremmo potuti arrivare a 200, anche a 300 livelli”.
    Per rastrellare tutta questa capacità - quale è un Petabyte - lo studio è andato oltre le attuali metodologie di trattamento, sviluppandosi anche su altri aspetti e portando a cinque dimensioni il totale delle direttrici di memorizzazione. Tra le principali novità ci sono:

    1: Aspetto spettrale (colore della luce)
    CD e DVD sono attualmente registrati impiegando una luce monocromatica emessa da un laser. Grazie al fatto che le nanoparticelle reagiscono alla luce in modo diverso a seconda della loro forma, particelle di diversa forma alloggiate sullo stesso strato potranno contenere dati diversi ed essere impiegate con la lunghezza d’onda appropriata per ciascuna tipologia di particella.

    2: Polarizzazione
    La luce impiegata per scrivere sul disco porta con sé un campo elettrico. Proiettando la luce sulla superficie del disco, il campo generato allineerà determinate nanoparticelle, consentendo di memorizzarvi dati. Alterando la direzione della luce e il relativo campo elettrico se ne allineeranno altre, consentendo di memorizzare ulteriori dati. “Tale polarizzazione può essere ruotata di 360 gradi - spiega Chon - così, ad esempio, registrata una serie di dati a 0 gradi si può ricominciare, sulla stessa superficie, polarizzando la luce a 90 gradi. E non c’è nessuna interferenza”.

    Nonostante siano molti gli aspetti che il team sta ancora studiando a fondo - quali la velocità a cui i dati possono essere registrati - è già stato siglato un accordo con Samsung. I nuovi dischi avrebbero immediata utilità in molti campi: secondo Richard Evans, ricercatore, tra i principali impieghi immediati ci sarebbero la memorizzazione di grossi file prodotti da apparecchi elettromedicali - come la risonanza magnetica - e si riscuoterebbe largo consenso anche in altre aree come quella finanziaria, della sicurezza e militare. In circa 10 anni, secondo il team, questa novità potrebbe essere in commercio, anche se già c’è chi pensa che Blu-ray sarà soppiantato entro cinque anni.

    Sarebbe interessante calcolare, in un siffatto SuperPetaDVD, quante canzoni potrebbero entrar se codificate con l’ultimo grido della compressione audio, studiato dall’Università di Rochester, in grado di stipare “venti secondi di assolo di clarinetto in un singolo kilobyte”: tale tecnica, si legge sul sito, è circa mille volte più efficace dell’MP3.Caldo